IL GIORNO IN PIù

IL GIORNO IN PIù


Libro veramente esaltante, romantico e bello.
scritto benissimo, le pagine scivolano via, ti trascina dentro la storia e non vedi l'ora di sapere come finirà.
Molti lo conosco per il film, ma niente a che vedere con il libro.
il film è a mio parere scadente e perde l'intrigo e la bellezza che si trovano nel libro.

Si parla di un uomo Giacomo che vive e lavora in Italia, vive la sua vita tranquillamente seguendo la stessa routine tutti i giorni. L'unico attimo di trepidazione che vive nelle sue giornate sono al mattino quando incontra tutte le mattine sul tram una giovane donna.
i due non si conoscono ne si parlano ma al tempo stesso sono complici, si scambiano sorrisi e sguardi furtivi.
fino a che un giorno questa giovane donna, di nome Michela, si fa avanti e lo invita a prendere un caffè.
In quel giorno gli comunica che ha deciso di accettare una proposta di lavoro a New York e per questo si trasferirà il giorno dopo ed è era proprio stato questo il motivo che l'aveva spinta a farsi avanti.
I giorni passano, nella noia più totale, non c'era più Michela sul tram, non c'era più quel trepido mattutino, ormai le sue giornate passano avanti insignificanti. Cosi Giacomo decide di rintracciare Michela e di andare a New York senza un effettivo perchè ma forse solo spinto dalla curiosità.
Incominciano cosi a frequentarsi e si innamorano, ma vengono riportati alla triste realtà da una chiamata improvvisa. La nonna di Giacomo non stava affatto bene era in ospedale, lui ci era legato tantissimo e proprio per questo decide di anticipare la partenza. infondo la vita di Giacomo era in Italia e quella di Michela a New York una storia impossibile.
il tempo passa Giacomo si riappacifica anche con sua madre e la vita torna quella di sempre, ma non riesce a dimenticare Michela ed è proprio per questo che decide di tornare a New York e di vivere quel giorno in più che gli era rimasto.
é proprio da questo che prende il nome.
quando si rivedono decidono di mettere alla prova il loro amore e di vedersi a Parigi tre mesi più tardi.


Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti. - Fabio Volo- 

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